
A vederlo così, Chaves, che esce malconcio dalla plaza, è l'immagine del torero vinto. Umiliato. L'immagine in se, fa a pugni con il vecchio e mai consumato stereotipo del torero rubacuori. E invece no. Se proprio luogo comune deve essere, Chaves l'ha ingigantita quell'immagine, elevandola all'ennesima potenza. Dopo l'incidente, nel corso del quale è stato letteralmente sbalzato in aria da Velador, una bestia da 594 chili, Chavez ha dimostrato tutte le qualità che si richiedono, nel mondo taurino, a un matador che si rispetti. Forza, coraggio, passione e capacità di sopportazione di dolore. In Spagna direbbero semplicemente: «Mucha toreria». Proprio quella che ha dimostratro di avere el diestro in questione. Nonostante la profonda ferita, il torero di Salamanca si è ritirato in infermeria solo dopo aver ucciso l'animale. Rinunciando, invece, alla seconda esibizione. «La prognosi non è riservata», hanno detto i medici dell'ospedale Marquez de Valdecilla, dove è ricoverato in osservazione.

